Caterina e Maria de' Medici: Donne al potere
Caterina e Maria de' Medici: Donne al potere
La copertina del fumettoEternArtemisia è una storia semplice: in una società futuribile, schiacciata da un sistema di ordine e sicurezza al limite del delirio, una donna messa al bando diviene il capo di una rivolta destinata a modificare radicalmente quel sistema. Una storia di giochi di potere, che mi ha riportato subito alla memoria quella che forse è l'origine della storia del potere in Occidente e delle forme in cui si è andato organizzando: il crollo del matriarcato e l'affacciarsi, alla fine della preistoria, del modello patriarcale.
 
EternArtemisia, prendendo spunto dalla leggenda delle due Artemisia, quella di Caria e quella di Alicarnasso, raccontate negli arazzi dedicati a Caterina e Maria de' Medici, è quindi un fumetto in cui la storia si dipana da un futuro possibile indietro, vertiginosamente attraverso le ere, fino alla preistoria. In questo viaggio a ritroso nel tempo, fa da spirito guida, da sciamana, una figura misteriosa: Chimera, che insieme ad Artemisia, è la vera protagonista. Chimera è una donna, una sacerdotessa del culto della Grande Madre, la Dea Bianca del culto preistorico diffuso in un'area geografica enorme (il primo culto monoteista del genere umano?), che tramanda i suoi poteri e la sua missione di generazione in generazione. La sua missione: impedire che il principio femminile venga soggiogato da quello maschile; quando questo accade e si protrae nel tempo, Chimera interviene a smuovere l'ago della bilancia e a far sì che le donne tornino alla dignità che spetta loro.
 
EternArtemisia è un fumetto di critica sociale, ma non solo. Possiamo definirla una storia d'amore (l'amore tra Artemisia e Mauso, suo marito), una storia d'azione (per il conflitto tra Chimera e Kurgan, il Killer incaricato di uccidere Mauso e Artemisia), una storia tra i generi (il fantascientifico e il fantasy storico-archeologico).

EternArtemisia non è solo un fumetto, ma anche un blog www.eternartemisia.org, dove ciascuno può cimentarsi nella sua narrazione del mito delle due regine di Caria. I lavori migliori saranno selezionati da una giuria diretta da Giuseppe Palumbo ed esposti nel visore digitale collocato lungo il percorso espositivo della mostra.