Caterina e Maria de' Medici: Donne al potere
Caterina e Maria de' Medici: Donne al potere

Sala VII

La restituzione di Artemisia al mito

Artemisia, antica regina della Caria in Asia Minore, divenne celebre per aver preso le redini del regno alla morte del fratello e sposo Mausolo di cui volle celebrare la memoria innalzandogli uno splendido e imponente tempio annoverato fra le sette meraviglie dell’antichità. La figura di Artemisia compare fra le “donne illustri” nei Trionfi del Petrarca, ma fu Giovanni Boccaccio a riunire due antiche figure: la storica regina di Alicarnasso, Artemisia moglie di Mausolo, e la precedente Artemisia, che aveva accompagnato Serse nella spedizione contro la Grecia (480 a.C.), combattuto valorosamente a Salamina e regnato in nome del figlio.
 
Il testo letterario di Houel, utilizzato come filo conduttore per gli arazzi collegati a Maria e Caterina de’ Medici, sottolinea proprio questi caratteri dell’antica figura. La pittura del Seicento restituisce invece il personaggio di Artemisia alla sfera del dolore privato, adeguandosi all’imperante spirito teatrale dell’epoca: della storia viene privilegiato il drammatico momento in cui la regina beve le ceneri del marito miste ad acqua, offrendo il suo corpo come urna, per divenire essa stessa il suo sepolcro vivente.
 
 
Viene dunque fornita l’occasione di inserire nella rappresentazione ricche vesti e sontuosi arredi e – per la coppa e l’urna contenente le ceneri di Mausolo – un campionario di straordinari lavori di oreficeria. Per questo motivo nella sala vengono esposti oggetti preziosissimi, che hanno lo scopo di evocare e quasi di rendere tridimensionali i fantasiosi vasi dipinti.

SALA VII